Il Parco del Miglio d’Oro ad Ercolano

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La realizzazione di questo parco pubblico ha seguito la strategia, in essere, dell’amministrazione comunale di Ercolano che punta alla riqualificazione del sistema storico-culturale della città, finora debolmente riconosciuto, per potenziare lo sviluppo sostenibile di quest’area vesuviana.

L’obiettivo specifico è stato quello di dotare l’area verde di  allestimenti che uscissero dalle normali  categorie ludiche  e al tempo stesso ripensare agli arredi comunemente previsti proponendo un modello pilota per le future scelte comunali. Il potenziamento con attrezzature ricreative di apprendimento scientifico per bimbi e adulti, visto il contesto storico-culturale in cui sorge il parco (circondato dalle settecentesche ville Ruggiero e Campolieto), ne valorizza il carattere socio-educativo completando l’offerta culturale e aumentandone la fruizione da parte della cittadinanza.

L’utilizzo di alcuni elementi del Parco della Scienza della Modo ha rappresentato, in tal senso, la scelta più intelligente per arredare questo spazio pubblico, con strutture in acciaio, anche colorate, che risultano curiose e affascinanti, caratteristiche ed uniche allo stesso tempo.Questi prodotti, inoltre, realizzati in base a criteri che contrastano il concetto di impedimento fisico risultano ampiamente utilizzabili da parte dei soggetti diversamente abili aumentando l’integrazione e l’interazione per tutti.

Per quanto riguarda gli arredi si è voluta prediligere una scelta non solo estetica ma di contenuti vista la particolarità delle sedute che accolgono sullo schienale, citazioni dei più importanti pensatori dei nostri tempi.

La panchina Lettera infatti, disegnata appositamente per il parco e messa in produzione dalla Modo, si presenta come un foglio che piegandosi crea una seduta e uno schienale su cui si può intagliare qualsiasi scritta o frase si desideri. L’opportunità di trasmettere un messaggio mediatico dedicato, viene esaltata attraverso il suggestivo effetto chiaroscuro della lamiera fustellata a laser che rimanda esplicitamente, attraverso uno sguardo contemporaneo, alle iscrizioni su pietra del passato.

Questa soluzione può suggerire anche l’interferenza tra uomo seduto e chi lo vorrebbe spostare per leggere o vedere  quello che c’è dietro. La “Lettera” vuole quindi proporsi come un piccolo media urbano, veicolo dei più diversi messaggi comunicazionali, e, in un contesto congestionato come quello vesuviano, può risultare una fonte reale di riflessione e ispirazione proprio per tutti.